Occorre partire

Siamo a settembre mese di grandi INIZI.

Calvino scrive che le fiabe svelano la loro verità nel “narrare l’insieme dei destini possibili dell’esistenza”. Ovvero l’insieme di tutti i destini che un uomo, che può essere ognuno di noi, può incontrare nella sua vita. Insieme in cui l’uomo possa riconoscere il suo destino ed essere guidato nella crescita e nella scoperta di sé.

Per questo i protagonisti delle fiabe sono i più diversi e bislacchi uomini di questo mondo perché portano in sé il tentativo di racchiudere tutti i tipi di uomo (e di donna e di bambino). Abbiamo il povero che perde tutto e cerca un riscatto sociale, l’orfano che cerca un suo destino, il principe che cerca moglie, l’inetto, l’ubriaco che vorrebbe una vita dignitosa e un po’ di ricchezza, perfino quello scemo che cerca un po’ di felicità. C’è posto nelle fiabe per ogni uomo, per ogni cuore che cerca. Perciò si comincia da un uomo, un uomo che cerca qualcosa, un oggetto o la propria identità, del denaro o il proprio riscatto morale, “il cosa” non ha importanza. È di centrale importanza la ricerca, infatti ciò che accomuna tutti questi personaggi è il semplice fatto che cercano qualcosa. Ognuno di loro ci viene presentato all’inizio della narrazione nel momento in cui accade un fatto che sconvolge la loro vita abituale e in ognuno di questi casi i nostri eroi (perché per i bambini sono già eroi solo perché ne stiamo raccontando la vita) sono costretti a lasciare la propria casa, per partire, per intraprendere un viaggio. Questi uomini o donne, per noi adulti e bambini sono eroi perché partono, perché hanno il coraggio di prendere in mano la loro vita e partire.

“Perché l’uomo di ieri (di 4000 anni fa) ha una cosa in comune con l’uomo di oggi, c’è una cosa che è uguale: il desiderio di amore, di giustizia, di verità, di felicità. Il cuore dell’uomo è sempre lo stesso, questo è ciò che accomuna gli uomini.”[1]

E le fiabe ci ricordano che proprio per questo ognuno di noi è chiamato ad intraprendere il suo viaggio, e non è necessario avere una grande intelligenza, un carisma particolare per poter partire. L’uomo più inetto o più «scemo» ha in sé la stessa fame e desiderio di qualunque altro uomo. Anzi, perfino l’uomo moderno, pieno della sua sapienza, il principe più grande deve diventare povero per conoscere e comprendere sé e il suo destino. La fiaba non ha la pretesa di insegnare qualcosa di specifico, comportamenti o atteggiamenti precisi, la così detta “morale”, ma si propone come una compagnia vera al vivere. Attraverso il racconto fa compagnia, si semplifica e si pone all’altezza del lettore, ed è vera perchè tesa alla verità ultima del racconto, al significato ultimo di ciò che accade.

Respirò profondamente:
era sicura che lei ed Edmund
avrebbero trascorso giorni fantastici.
Stava per succedere qualcosa di bello.

Come Lucy che si è trovata capitombolata in un mondo magico, così auguro anche a voi, qualunque sia la vostra condizione di partenza, di guardare all’inizio con l’attesa che qualcosa di bello dovrà pur accadere.

Basta solo prendere coraggio e partire.

Per questo nostro nuovo inizio vi lascio da scaricare un calendario che potete usare a casa con i bambini che possa aiutare a vivere con attesa le cose belle che ogni giorno può portare con sè.


[1] Paolo Molinari, F. Farina, M. De Nigris, Il Libro fondativo per incontrare l’umano, sestante edizioni Bergamo 2013, p.29