Il libro di Natale

Il Natale si sa è periodo di desideri, ogni bambino è chiamato a scrivere una lettera in cui poter confessare ciò che più si vuole ricevere gratuitamente in questo magico giorno. L’attesa nel momento in cui si può finalmente svelare ciò che si è ricevuto e il dover scontrarsi a volte con un desiderio non soddisfatto, può mettere in crisi.

Ultimamente si rifugge sempre di più l’esperienza di un regalo “sbagliato” e si cerca (con una discreta ansia per alcuni) di indovinare sempre il regalo giusto. In questo racconto la bambina sa della possibilità che il regalo giusto possa non arrivare affatto. S’intravedono (lette sapientemente da lei stessa) le attese della famiglia così lontane dalle sue. Tutto viene accettato come parte buona della vita, nonostante il cuore rimanga certo su ciò a cui veramente aspira.

Il desiderio espresso si apre alla delusione, alla domanda e anche alla complicità di chi sa dell’attesa che ha la bambina e amorevolmente ne ride, pregustando il momento in cui quel desiderio sarà esaudito.

Ho scelto proprio questo racconto per seguire i pensieri e il cuore di questa bambina che non desidera appena un libro, ma l’esperienza di libertà e ricchezza che questo libro porta con sé, che questo desiderio, se esaudito, può creare per lei.

Ma il regalo tradisce. Implica una fatica non prevista, invece di valorizzare sembra schiacciare il desiderio rendendo tutto più lontano e difficile.

illustrazione di Trichon per la fiaba “Biondina” de la contessa Segur

Ed ecco la fiaba. Le illustrazioni e la meraviglia giocano il loro buon ruolo attraendo lo sguardo e lasciando pregustare un assaggio di significato che fa desiderare il mettersi in moto, lo spendersi e superare l’ostacolo.

Cosa ha lasciato intravedere quell’illustrazione? La promessa di una bellezza autentica e piena di significato.

Comunemente chiamata Speranza.