Il linguaggio come invisibile

Il linguaggio come invisibile ovvero l’invisibile o ciò che è nascosto nella fiaba.

Molto di ciò che accade nelle fiabe e inizialmente nascosto. Ci sono fiabe dove buffi omini svelano un tesoro che stava celato proprio nel tronco di un albero che è sempre parso in quel posto davanti a noi. Ma con il loro arrivo lo sguardo è rispalancato e il nostro eroe scopre un tesoro dentro l’ordinario. Un’oca d’oro può non avere nulla di speciale se non il suo semplice colore, ma proprio quest’ultimo ci rammenta la promessa di ricchezza che può portare con sé. Spesso i protagonisti paiono i più sciocchi, ma perché sono semplicemente gli unici adesso essere così poveri di spirito da seguire semplicemente ciò che accade.

Anche quando il nostro sguardo è addormentato e pare non accorgersi dello straordinario dentro all’ordinario non siamo soli. Ci sono piccoli aiutanti anch’essi parte dell’invisibile che possono diventare strada per la scoperta di una novità in una realtà fin troppo conosciuta.

L’Oca d’oro

Il nascosto allora diventa un segno tangibile di una promessa di bene che l’eroe non aveva considerato, perché nella realtà fenomenica che si trova a vivere, quel tesoro nascosto è un regalo che non era calcolato.

L’invisibile può essere anche una porta, trovata in modo fortuito, che solo se si ha il coraggio di aprire, porterà a un risvolto diverso e a una promessa di destino diversa da quella che sembrava già essere stata decisa. Occorre di nuovo l’ardire di attraversarla e con semplicità cogliere i fiori di quel giardino.

“Il giardino segreto” illustrato da Inga Moore

L’invisibile può essere anche un cancello nascosto in attesa solo di qualcuno che possa svelarne la presenza. Così la bambina segue con semplicità il pettirosso e da inizio al cambiamento di tutti a partire dal suo sguardo che scrutando coglie il cancello invisibile, entrata e promessa di una nuova storia.

Così l’invisibile incontra il nostro sguardo nel momento in cui il nostro cuore è spalancato al possibile, spesso infatti l’immaginazione vede ciò che ancora non c’è, per motivi temporali, o ricostruisce un passato accaduto per amore di chi l’ha vissuto. Apriamo dunque gli occhi poichè la verità di ciò che sta accadendo può essere proprio lì davanti a noi. Occorre solo la disponibilità di incontrare l’altro per ciò che è e può, anche un essere piccolo, vispo e forse un pò birichino come quel “tuo” bambino.

Le fiabe citate in questa storia sono “L’oca d’oro” dei fratelli Grimm, “Grattula Beddattula” di Calvino e “il giardino segreto” di Frances Hodgson Burnett