Il linguaggio come invisibile ovvero l’invisibile o ciò che è nascosto nella fiaba.
Molto di ciò che accade nelle fiabe e inizialmente nascosto. Ci sono fiabe dove buffi omini svelano un tesoro che stava celato proprio nel tronco di un albero che è sempre parso in quel posto davanti a noi. Ma con il loro arrivo lo sguardo è rispalancato e il nostro eroe scopre un tesoro dentro l’ordinario. Un’oca d’oro può non avere nulla di speciale se non il suo semplice colore, ma proprio quest’ultimo ci rammenta la promessa di ricchezza che può portare con sé. Spesso i protagonisti paiono i più sciocchi, ma perché sono semplicemente gli unici adesso essere così poveri di spirito da seguire semplicemente ciò che accade.
Anche quando il nostro sguardo è addormentato e pare non accorgersi dello straordinario dentro all’ordinario non siamo soli. Ci sono piccoli aiutanti anch’essi parte dell’invisibile che possono diventare strada per la scoperta di una novità in una realtà fin troppo conosciuta.

Il nascosto allora diventa un segno tangibile di una promessa di bene che l’eroe non aveva considerato, perché nella realtà fenomenica che si trova a vivere, quel tesoro nascosto è un regalo che non era calcolato.
L’invisibile può essere anche una porta, trovata in modo fortuito, che solo se si ha il coraggio di aprire, porterà a un risvolto diverso e a una promessa di destino diversa da quella che sembrava già essere stata decisa. Occorre di nuovo l’ardire di attraversarla e con semplicità cogliere i fiori di quel giardino.

L’invisibile può essere anche un cancello nascosto in attesa solo di qualcuno che possa svelarne la presenza. Così la bambina segue con semplicità il pettirosso e da inizio al cambiamento di tutti a partire dal suo sguardo che scrutando coglie il cancello invisibile, entrata e promessa di una nuova storia.
Così l’invisibile incontra il nostro sguardo nel momento in cui il nostro cuore è spalancato al possibile, spesso infatti l’immaginazione vede ciò che ancora non c’è, per motivi temporali, o ricostruisce un passato accaduto per amore di chi l’ha vissuto. Apriamo dunque gli occhi poichè la verità di ciò che sta accadendo può essere proprio lì davanti a noi. Occorre solo la disponibilità di incontrare l’altro per ciò che è e può, anche un essere piccolo, vispo e forse un pò birichino come quel “tuo” bambino.
Le fiabe citate in questa storia sono “L’oca d’oro” dei fratelli Grimm, “Grattula Beddattula” di Calvino e “il giardino segreto” di Frances Hodgson Burnett

Ho già spedito una mail ma non sono sicuro che è partita. Volevo farti i complimenti! Si può leggere una fiaba delle tre come la leggi tu ai ragazzi di scuola media? Don Franco
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Salve Don Franco! si può leggere ai bambini di seconda media sia “L’oca d’oro” sia “Grattula Beddatula” di Calvino. Le consiglierei di precedere la lettura con un momento di riflessione su cosa la fiaba può mostrarci. Infatti a scuola si è soliti affrontare la fiaba secondo analisi di personaggi e morale e quindi si è un pò “anestetizzati” rispetto al percepire cosa ci racconta seguendo quel che accade. Si possono anche fare delle pause riprendendo il testo con domande… insomma si può e il modo c’è, perchè quando scoprono che parla a loro, sono i primi curiosi di ascoltare!
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Salve Don Franco, se vuole approfondire il discorso ho appena aperto le iscrizioni alle serate formative in cui tratto e rispondo al suo quesito! La aspetto! La mail non è arrivata, se vuole mi può riscrivere!
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