“I due Gobbi” è una fiaba riscritta da Italo Calvino nella sua raccolta “Fiabe Italiane” che potete trovare edita Mondadori. Racconta di due gobbi fratelli, uno dei quali decide di andare a cercare fortuna nel mondo. Con questo desiderio comincia il suo viaggio. Giunge in un bosco, si ripara sopra un albero temendo l’arrivo degli assassini (ricorda un po’ Pinocchio, infatti questa fiaba è originaria della Toscana) e sotto di sè vedrà emergere da una buca delle vecchine impegnate in un canto e ballo, come una ridda.
Ascolterà il loro canto e istintivamente gli verrà da concluderlo. Le vecchine approveranno il nuovo motivetto e lo ricompenseranno togliendogli la gobba. Tornerà al paese, ricco di questa fortuna trovata. Il fratello vedendolo trasformato vorrà partire per avere la medesima fortuna. Ripercorrà i passi del fratello, certo che ogni cosa avverrà certamente alla stessa maniera.
La melodia non suonerà bene e si ritroverà con una gobba in più.
Ai bambini si è proposto di ripercorrere la storia e vedere che cosa ha spinto il primo gobbo a partire e cosa il secondo.
“A cercare fortuna hai detto!” Puntualizza una bambina. “E cos’è la fortuna?, cosa desidero quando vado a cercare fortuna?”
“Tante cose!”
“E quando desidero che mi tolgano la gobba?” replico con un’altra domanda.
“Una sola cosa!”
“Quindi la fiaba cosa ci dice? Cosa dobbiamo avere per partire?”
“Desiderare tante cose!” dicono loro (sono in due o tre)
“Dovevano andare insieme!” Dice una bambina.
Ci viene la pelle d’oca a tutti noi adulti che eravamo lì.
“é proprio vero! Perchè se trovi qualcuno che desidera così tanto più di te, devi seguirlo!”
Concludo così commossa. Questa è la semplicità dei bambini. Intercettare la verità.
