La fiaba “L’indovinello dei Fratelli Grimm”

Ci sono quelle giornate dove tutto sembra andare storto o quei periodi della vita dove accadono incidenti consecutivi che ci fanno pensare alla sfortuna. E neppure qui la fiaba ci abbandona. Come prima cosa ci ricorda che questi sono eventi, avvenimenti che fanno parte della strada ma non ne inficiano la promessa di bene che ci attende.
In questa fiaba poco conosciuta dei fratelli Grimm un principe e il suo servo si ritrovano vittime di incontri fatali, prima una strega e poi dodici assassini, ma senza perdere la lucidità seguono i consigli ricevuti e si muovono con attenzione.
Il servo rincorse il suo signore e gli raccontò l’accaduto; ma non volle abbandonare la sella e corse a riprenderla; quando giunse presso il cavallo morto, ci si era già posato un corvo a divorarlo. “Chissà se oggi troveremo di meglio!” Disse il servo; uccise il corvo e se lo portò via.
Così che strega e assassini finiscono vittime dei loro stessi malefici.
Ma eran capitati in un covo d’assassini; e la sera ne arrivarono dodici, che volevano uccidere gli stranieri e derubarli. Ma prima di accingersi all’impresa si misero a tavola e l’oste e la strega sedettero accanto a loro e mangiarono insieme un piatto di minestra in cui era sminuzzata la carne del corvo. E, inghiottiti un paio di bocconi, caddero tutti morti, perché la carne avvelenata del cavallo aveva infettato il corvo.
Il principe e il servo scampano al massacro e proseguono il loro viaggio. Ed ecco l’incontro con la principessa. Quest’incontro risveglia nel giovane il desiderio (in questo caso della fanciulla), vista la sua bellezza. Nelle fiabe il desiderio è primo segno della propria chiamata al destino, in questo caso all’amore. Ma per conquistarlo sarà dura, perchè la principessa si concede solo a chi riuscirà a porle un indovinello insolubile. Come fare? Dove andare a cercare il quesito?
Ma dalla realtà da ciò che è accaduto loro! Ecco che la sfortuna si rivela essere strada necessaria al compimento del proprio destino!
“Che cos’è ” diss’egli, “uno non ne uccise nessuno, eppure ne uccise dodici?”
Ella non sapeva che cosa fosse, pensa, ripensa, non lo scopriva; sfogliò i suoi libri di indovinelli, ma non c’era; in breve, non riusciva a sbrogliarsela. Non sapendo più a che santo votarsi, ordinò alla sua fantesca di introdursi furtivamente nella camera del Principe per spiarne i sogni: pensava che in sogno egli avrebbe forse parlato, svelando l’indovinello.
La principessa non intende cedere alla sconfitta e andrà ella stessa a interrogare il principe nella notte, credendolo addormentato. Avuta la soluzione, la fanciulla si allontana ma deve lasciare il mantello che indossa nelle mani del principe che crede dormiente. Certa di aver vinto, risolve l’indovinello l’indomani, ma ella non sa che davanti a lei ha colui che può starle di fronte con dignità, al suo pari in intelligenza e furbizia.
Ma il giovane chiese udienza e disse: “Ella si è introdotta di notte nella mia camera e mi ha interrogato, se no, non l’avrebbe risolto. Dissero i giudici: “Portateci una prova. Allora il servo portò i tre mantelli; e quando i giudici videro quello grigio nebbia, che soleva portare la principessa dissero:
“Fatelo ricamare d’oro e d’argento: sarà il vostro manto di nozze.”
Qui sotto trovate la fiaba. A voi la lettura insieme ai vostri bambini.
